Vi starete chiedendo il perché di questo nome…vi accontento subito subito: questo era un antico dio della luce adorato dai Liguri, noto per la sua influenza sulla luce solare e di conseguenza sull’agricoltura, sulla stagionalità, sulla temperatura, sull’allevamento ed in pratica su ogni attività umana dell’epoca protostorica europea, sovrintendeva persino
sull’illuminazione della psiche nell’accezione spirituale e mentale come guida alle innovazioni e invenzioni. Da qui potete aver intuito di cosa si andrà a trattare: un progetto che vuole recuperare il territorio, anche dal punto di vista e economico e sociale, ma in un’ottica moderna e progressista.
L’idea di fondo ha radici lontane (ma non troppo), piano piano diversi progetti durante il mio cammino, ne sono altri grazie al confronto con amici ed amiche durante il percorso, per poi diventare un’idea di fondo e una vera filosofia e infine idea politica. Ma qual è quest’idea? Vedrò di spiegarla in sintesi, anche se spero le varie parti del documento aiuteranno a
comprenderla al meglio.
La crisi a livello mondiale si è abbattuta sull’Italia e in particolare sulla Liguria in modo decisamente forte. Una regione come la nostra che amiamo e che ha sostenuto generazioni di persone non sembra essere in grado di reagire, eppure la gente volenterosa e con le competenze c’è ! siamo noi o i nostri amici! La crisi si presenta quando un sistema comincia a non funzionare più e bisogna correre ai ripari, e iniziano a soffrirne per primi i ceti più deboli e piano piano a salire. Per fortuna, come spesso si ricorda, l’ideogramma cinese per crisi significa anche opportunità, quindi si aprono nuove possibilità. Purtroppo l’immobilismo della politica italiana a Genova (e anche in Liguria) sembra ancora più forte, degna del famoso motto “emu sempre fetu cuscì…”. Chi ha posizioni di potere, nonostante la crisi imperante, sembra non voler cambiare lo status quo per non perdere in parte o in tutto i propri privilegi, ma i tentativi di lasciare tutto com’è non fanno che aggravare la situazione aumentando la forbice sociale e portando degrado e povertà ovunque. Di qui come diceva Winston Churcill “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna
cambiare”. Di qui la mia idea che col passare dei mesi, ormai qualche anno, ha preso forma, anche grazie al confronto e alla collaborazione di amici ed amiche, sia dal punto dell’ideazione sia soprattutto per quello tecnico.
La Liguria per storia e conformazione territoriale oggi si trova in una situazione non certo positiva. La crisi ha colpito come ovunque, ma qui ha causato anche un esodo della fascia più giovane della popolazione alla ricerca di lavoro in altre città. Visto lo scarso ricambio generazionale la maggior parte si trasferisce permanentemente nella nuova città. Questo ha
reso la Liguria la regione più vecchia d’Italia con tutte le conseguenze del caso. Le infrastrutture, sebbene presenti e diffuse, risultano insufficienti e mal sfruttate e la conformazione del territorio rendono la questione del mobilità quanto mai pressante. La natura morfologica del terreno e la climatologia caratterizzata da piogge abbondanti e repentine hanno causato notevoli danni con l’ultima alluvione, complici anche la cementificazione eccessiva e l’abbandono dei terreni non più curati. Si sta puntando tanto sul
turismo, ma per mentalità e scarsa innovazione, non si sono sfruttate a pieno le potenzialità di questa regione ricca di bellezze naturali, artistiche e gastronomiche. Gli ultimi eventi disastrosi delle alluvioni e delle numerose frane, causati sia dall’abbandono del territorio da parte della popolazione sia da errori, spesso datati ma anche recenti, inerenti l’edilizia (soprattutto per poca o assente presa di coscienza delle caratteristiche del territorio) hanno dimostrato ancora la fragilità nostra regione, le carenze nella prevenzione e della protezione civile.